Parole per capire dove sta andando il mondo

Le nuove parole inserite ogni anno nei dizionari ci indicano in modo sintetico, ma molto significativo, la direzione che sta prendendo il mondo: attività che prima non esistevano ora sono conosciute da milioni di persone.
Questo mi fa capire che possiamo davvero cambiare il mondo con il nostro comportamento! Voi che ne pensate?
MILANO – Doveva essere Facebook, o almeno così si ipotizzava, ma così non è stato. Quest’anno gli editori del New Oxford Dictionary regalano come da tradizione il massimo riconoscimento di parola dell’anno 2009 a un termine diverso dalle aspettative, anche se parente del famoso social network. La parola dell’anno decretata dagli autori del prestigioso dizionario è infatti Unfriend, ovvero rimuovere qualcuno come amico dal proprio profilo. Così come su Facebook e MySpace sono importanti i friend collegati al proprio account è anche sempre più diffusa la pratica di cancellare elegantemente il nome di un amico dalla propria lista. Secondo Christine Lindberg, lessicografa dell’Oxford’s U.S. Dictionary Program, si tratta di un neologismo destinato ad essere longevo e in grado di fotografare alla perfezione le dinamiche sociali che si sono imposte nella realtà della rete 2.0.
ALTRE NEW ENTRY – Altre sono le parole che entrano a pieno titolo nella nuova edizione del New Oxford Dictionary. Provengono dalla tendenze dell’economia, della tecnologia, della società e, come sempre succede, raccontano in modo sintetico la direzione che sta prendendo il mondo, le nuove mode, i cambiamenti sociali. La tecnologia ci regala il termine hashtag, che identifica la convenzione di attribuire parole chiave per identificare e raggruppare eventi ed argomenti trattati su Twitter. L’economia partorisce invece la parola freemium, modello di business free+premium adatto ai tempi di crisi in cui si forniscono alcuni servizi base gratuitamente, mentre nasce il nuovo vocabolo funemployed, un po’ economico e un po’ sociologico, usato per identificare (come suggerisce la traduzione) la condizione del disoccupato che, povero ma felice, approfitta dal tempo libero per riscoprire interessi e hobby, riappropriandosi della propria vita. (…)
Emanuela Di Pasqua
Corriere della sera.it – 17 novembre 2009
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